Studio Legale Roberto Righi

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Sovraindebitamento

Pubblicato il 18 gennaio 2018 alle 00.50

Legge 3/2012

Disposizioni in materia di composizione delle crisi da Sovraindebitamento del consumatore

 

La citata legge è in vigore dal 2012 ma è ancora oggi poco conosciuta e poco utilizzata.

La norma tutela i soggetti che si trovano in crisi per la presenza di un debito eccessivo che non riescono ad onorare a causa di un calo di lavoro, a causa della crisi economica o di ogni altra situazione riscontrabile oggettivamente.

Possono chiedere la riduzione del debito le famiglie, i professionisti e gli artigiani e in generale i soggetti "non fallibili" in base all'art. 1 della legge fallimentare.

C'è la possibilità di ridurre il debito contratto fino ad un massimo dell'80% e, qualora il Tribunale omologhi la proposta, il soggetto richiedente sarà riabilitando di fatto e di diritto potendo quindi tranquillamente comperarsi un automobile senza il rischio di pignoramento o altro e potrà aprire una nuova società libero dai precedenti debiti.

Non tutti i debiti sono falcidiabili, infatti la norma prevede l'impossibilità di riduzione per quanto riguarda l'imposta sul valore aggiunto (iva), dazi doganali e altre situazioni specifiche.

Il soggetto può richiedere la riduzione del debito attraverso una delle tre modalità previste dalla legge:

• Piano del Consumatore: può essere richiesto solo da soggetto privato e non dalle aziende. Il Tribunale verifica la solvibilità del debitore e definisce quanto può essere pagato.

• Accordo con i creditori: è una modalità riservata alle riservato alle imprese non fallibili. Può essere riassunto come un “piccolo concordato” che per essere approvato necessita del consenso dei creditori che vantino almeno il 60% delle somme oggetto del piano.

• Liquidazione dei Beni: Infine è possibile richiedere al Tribunale di pagare il debito con la Liquidazione del proprio patrimonio, ottenendo, se sussistono le condizioni, l’esdebitazione di quanto non pagato.

L’Avv. Righi, recentemente, ha ottenuto un’omologa dal Tribunale di Pesaro che ha determinato una riduzione del debito da € 280.000 € ad € 125.000. In sostanza il Tribunale ha verificato che il soggetto debitore non era in grado di onorare il debito verso la banca, per motivi relativi al calo di lavoro e, riscontrato che non erano stati posti in essere atti in frode al creditore (ossia occultamento di denaro, finte compravendite e altro), ha ridotto il debito di circa € 160.000. Terminate le rate pattuite il debitore non dovrà più pagare i restanti € 155.000 ma il debito si limiterà € 125.000 anziché agli iniziali € 280.000.

In conclusione, la Legge 3/2012 rappresenta un'opportunità per famiglie, professionisti ed artigiani di liberarsi definitivamente dal peso di debiti altrimenti insostenibili, offrendo la possibilità di rientrare nel ciclo economico liberi da debiti.

Naturalmente ogni situazione deve essere valutata in quanto la riduzione del debito non è automatica ma prevede una serie di circostanze che il richiedente deve o non deve aver posto in essere.


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